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LA FIERA DI MARCELLINARA
Antichissima è la fiera di Marcellinara che si tiene in via S. Francesco di Paola la terza domenica di settembre e la prima di ottobre. Non ci sono prove documentali che ne certifichino la data in cui è stata istituita, ma di sicuro ha rappresentato per l’economia locale un importante momento di scambio che ha oltrepassato i propri confini.
Volendo collocare la nostra fiera in un contesto più generale della storia dell’Italia Meridionale in modo da poter attingere a fonti storiche documentabili, dovremmo andare indietro nel tempo fino al 1300 ovvero al periodo Angioino, anche se le fiere, assumono particolare rilevanza allorquando i Re per premiare le città per la loro fedeltà e per i servigi resi alla corona, concessero numerosi privilegi. Tra i vantaggi di cui si giovarono molte fiere ricordiamo: l'esenzione di tasse e dazi; l’ammissione ad accedere alla fiera e contrattare, a persone quali turchi, infedeli, ebrei o qualunque altro popolo di diversa razza e religione. Di rilevanza fondamentale furono comunque le concessioni per il Real Diploma della “Pace di Fiera” che doveva garantire, la tutela di ogni mercante e di ogni acquirente al fine di scongiurare liti, assassini, duelli o ogni altro sopruso. La figura incaricata di far rispettare “la pace di Fiera, era il “Mastrogiurato” ovvero il nostro “Capitano” personaggio protagonista della “FARZETTA ‘E PASQUA”. Da ricordare che la nostra fiera era detta “fiera d’Amato” per una leggendaria disputa tra il Barone del feudo di Marcellinara e il Signorotto del casato di Amato. Tale contesa fu risolta con una particolarissima corsa che ebbe come protagonista una mula. L’animale fu fatto correre fugato dalla popolazione, per le terre dei due casali fino a quando il suo corpo sfinito non trovò la morte, indicando con la sua povera carcassa senza vita, il campo e quindi il casale, dove far accampare la fiera. (duve scatta a iumenta). La crudele fine dell’animale pare che abbia comunque impedito la morte di vite umane, visto che il Barone, pur di difendere il proprio Paese e la Fiera era pronto a sguainare la spada.(1)
E’ interessante ricordare il proverbio popolare marcellinarese “ALLA FERA DE L’AMATU TUTTU U MUNDU E LIBERATU” (alla fiera dell'Amato tutto il mondo è liberato) e ricollegandoci alla Franchigia, con la quale in tempo di fiera si concedeva l’accesso ad ogni persona, qualunque fosse la sua nazionalità o religione, mi piace sostenere che anche Marcellinara nella propria fiera, aprisse le proprie mura a tutti i popoli.
Giuseppe Scerbo Sarro
(1) Ho pubblicato con grande felicità l'articolo del nostro amico Giuseppe, e spero che come Lui altre persone mosse dall'amore per il nostro Paese contribuiscano alla costruzione del sito.
Tengo però a precisare, e non me ne voglia il mio amico Giuseppe, che da racconti tramandati nella mia famiglia, le cose non andarono proprio così. Si è vero, contesa ci fù, ma la disputa non fù risolta con l'inseguimento di una mula, ma bensì i contendenti si sfidarono in una corsa a cavallo dal paese di Amato a quello di Marcellinara. Chi prima fosse arrivato, per sempre avrebbe avuto la Fiera nel proprio Paese.
Certo alla fine saranno tutte leggende, la leggenda della "mula" o quella della "corsa" che importanza ha, ma a noi piace ricordarle così, l'una o l'altra, perchè fanno parte della nostra storia, delle nostre tradizioni che siamo quì pronti a conservare e difendere perchè un popolo ha un futuro se non dimentica il proprio passato.
Gianpietro Sanseverino di Marcellinara